Un buon richiamo non si ottiene ripetendo il nome del cane sempre più forte. Si costruisce: si parte in un posto facile, si premia bene ogni ritorno e si aumenta la difficoltà un passo alla volta, evitando che il cane impari che “tanto posso anche non tornare”. È uno dei comandi più importanti, perché un giorno può evitargli una strada o un inseguimento finito male.
Il mio Jack Russell torna quando lo chiamiamo, ma basta guardarlo correre per capire quanto gli piaccia farlo. Ecco perché, anche con un richiamo che funziona, lo lasciamo libero solo dove è sicuro. Con un terrier, un gatto o una lepre possono valere più di qualsiasi premio.
Si parte da un posto facile
Casa, giardino, un’area recintata e tranquilla. Scegli un segnale breve e sempre uguale, come “vieni” o un fischio, e usalo solo per il richiamo. Quando il cane arriva premialo con qualcosa che gli piace davvero, senza afferrarlo di colpo, e spesso lascialo tornare a fare quello che stava facendo. Se ogni richiamo vuol dire “fine del divertimento”, il cane impara a non tornare.
Il nome e il richiamo non sono la stessa cosa. Il nome serve a farsi guardare, il richiamo a farlo venire da te: tenerli separati rende tutto più chiaro.
Una difficoltà alla volta
Distanza, ambiente e distrazioni non vanno aumentati insieme. Prima allunghi la distanza in un posto facile, poi aggiungi distrazioni leggere, solo dopo provi al parco o in campagna. E più la situazione è difficile, più il premio deve essere ricco: tornare da te invece di seguire un odore o raggiungere un altro cane è una scelta impegnativa, e merita il bocconcino migliore, il gioco preferito o la possibilità di tornare a esplorare.
La lunghina
Finché il richiamo non è affidabile, una lunghina di qualche metro agganciata alla pettorina è la soluzione più sicura, come consiglia anche Battersea: meglio alla pettorina che al collare, perché se il cane arriva di corsa a fine corda si fa meno male. Non serve srotolarla tutta, anzi: troppa corda libera si aggroviglia. Non serve a trascinare il cane verso di te, ma a evitare che un’occasione troppo difficile diventi un fallimento, o peggio una fuga.
Gli errori che rovinano il richiamo
- chiamarlo quando sai già che non tornerà;
- ripetere il segnale dieci volte di fila;
- sgridarlo quando finalmente arriva, anche se ci ha messo tanto;
- usare il richiamo solo per rimettere il guinzaglio e andare a casa;
- aumentare le distrazioni troppo in fretta.
Se è un cane “da inseguimento”
Non tutti i cani partono uguali. Terrier, segugi, levrieri e razze nordiche hanno istinti che l’addestramento migliora ma non cancella. Con loro conviene essere più prudenti, e se il cane scappa, insegue animali o attraversa strade, la priorità è la sicurezza: lunghina, aree recintate e, se serve, l’aiuto di un educatore cinofilo qualificato.
Fonte: Battersea Dogs & Cats Home, How to use a long-line lead. Ultima revisione: ottobre 2026.
