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Cane e botti di Capodanno: come prepararlo e cosa fare quella notte

Il cane ha paura dei botti? Come prepararlo nelle settimane prima di Capodanno, cosa fare la notte del 31, cosa evitare e cosa fare se scappa. Con fonti verificate.

Cane rannicchiato in una cuccia coperta, con luci calde in soggiorno e fuochi d’artificio lontani alla finestra.

Se il tuo cane ha paura dei botti, la notte di Capodanno si prepara adesso, non il 31 dicembre. Le cose che funzionano davvero, cioè abituarlo ai rumori un po’ alla volta, preparargli una tana sicura e, se serve, parlare con il veterinario di un farmaco, hanno bisogno di settimane. La sera stessa resta comunque molto da fare: tenerlo in casa e al sicuro, coprire i rumori, stargli vicino. E sì, consolarlo va bene.

Non è un problema di pochi. In uno studio dell’Università di Bristol, quasi metà dei proprietari ha riferito che il proprio cane mostra almeno un segno di paura davanti a rumori forti come fuochi d’artificio, tuoni o spari. Eppure meno di un terzo aveva chiesto aiuto a un professionista. Molti pensano che sia una cosa da sopportare una volta l’anno; in realtà si può migliorare parecchio.

Perché i botti spaventano così tanto

Un cane sente suoni che noi non sentiamo e li percepisce da molto più lontano, circa quattro volte la distanza a cui arriviamo noi secondo Dogs Trust. Ma il problema non è solo il volume. I botti sono improvvisi, imprevedibili, arrivano da direzioni diverse, durano ore e spesso sono accompagnati da lampi e odore di polvere da sparo. Per un animale che non può capire cosa sta succedendo, è la ricetta perfetta per la paura.

C’è un altro dato importante. In un questionario su oltre 1.200 proprietari, la paura dei fuochi compariva spesso presto: in quasi metà dei casi prima dell’anno di età. E senza interventi, nella maggior parte dei cani non migliorava da sola, anzi in uno su cinque tendeva a peggiorare. Ecco perché un cucciolo che sobbalza al primo Capodanno merita attenzione subito, prima che la paura si consolidi.

Come capire se ha paura

Non tutti i cani tremano o abbaiano. Alcuni segnali sono evidenti, altri meno: ansimare senza aver fatto sforzi, sbavare, camminare avanti e indietro, nascondersi sotto il letto o dietro il divano, cercare di scappare, raspare le porte, attaccarsi alle tue gambe, rifiutare il cibo, guaire, fare la pipì in casa, tremare, tenere le orecchie indietro e la coda bassa. Un cane che si “spegne” e resta immobile in un angolo non è tranquillo: spesso è il più spaventato di tutti.

Abbaiare, invece, non vuol dire per forza avere paura. Il mio Jack Russell, per esempio, i botti non li teme. Dalle nostre parti spararli anche di notte e fuori dalle feste è purtroppo un’abitudine, e lui ci è abbastanza abituato. Quando li sente si mette in allerta e gli abbaia contro, come farebbe con qualcuno che passa sotto casa. Per capire la differenza guarda il resto del corpo. Un cane che abbaia con il corpo in avanti, la coda alta e poi torna tranquillo sta “rispondendo” al rumore. Un cane che abbaia mentre ansima, arretra, ha la coda bassa o cerca un posto dove nascondersi sta abbaiando per la paura. Nel primo caso basta tenerlo in casa, distrarlo con un gioco e premiarlo quando smette; nel secondo valgono tutti i consigli di questa guida.

Da adesso a Capodanno: preparalo

1. Una tana sicura

Scegli la stanza più tranquilla della casa, possibilmente senza finestre su strada o lontana dalle pareti esterne. Lì prepara un rifugio: la sua cuccia, un trasportino aperto, oppure un tavolo coperto da una coperta, con dentro i suoi giochi e qualcosa che sa di casa. L’RSPCA consiglia di prepararla con largo anticipo e di renderla piacevole, per esempio dandogli lì dentro un gioco da riempire con il cibo, così il cane la associa a cose belle. Deve poterci entrare quando vuole, anche quando sei fuori, e nessuno deve disturbarlo mentre ci sta.

2. Abituarlo ai rumori, molto piano

Una donna seduta sul pavimento offre un bocconcino a un cane rilassato, con un altoparlante sul tavolino.
Suoni dei fuochi a volume bassissimo e un premio: il cane impara che quel rumore porta cose belle.

È il lavoro che dà i risultati migliori, e va cominciato settimane prima. Nello studio sui 1.200 cani, quelli abituati ai botti prima che comparisse la paura avevano livelli di disagio molto più bassi, e anche nei cani già spaventati l’allenamento era collegato a un miglioramento. L’idea è far sentire i suoni dei fuochi a un volume così basso che il cane non si preoccupi, associarli a qualcosa che adora e alzare il volume solo quando resta rilassato.

  1. Trova una buona registrazione di fuochi d’artificio e mettila a volume bassissimo, appena udibile, mentre il cane mangia, gioca o riceve premi.
  2. Osservalo: se resta tranquillo, continua per pochi minuti e smetti. Se alza le orecchie, si irrigidisce o smette di mangiare, il volume è troppo alto: abbassalo e riparti da lì.
  3. Ripeti per qualche minuto al giorno, alzando il volume di pochissimo solo quando il cane non ci fa più caso.
  4. Cambia stanza e momento della giornata, così non impara che i botti esistono solo in cucina all’ora di cena.
  5. Se a un certo punto si spaventa, torna indietro di qualche passo. Andare piano è il modo più veloce.

Un limite da sapere: le casse di casa non riproducono bene i bassi profondi e le vibrazioni dei botti veri, quindi questo lavoro aiuta molto ma raramente basta da solo con i cani già molto spaventati. Se il tuo cane va nel panico, è il momento di farti aiutare da un veterinario esperto in comportamento.

3. Il veterinario, per tempo

Per i cani con una paura forte esistono farmaci specifici che riducono l’ansia senza stordire il cane, da prescrivere e provare prima della notte critica. Per questo conviene parlarne a novembre, non il 30 dicembre. Due cose da sapere. Mai dare farmaci per persone o calmanti trovati in casa: possono essere pericolosi. E l’acepromazina, un sedativo usato in passato, è sconsigliata dagli esperti di comportamento, perché immobilizza il cane senza togliergli la paura: resta terrorizzato, solo che non può muoversi. Diffusori di feromoni e fasce contenitive possono aiutare alcuni cani, ma funzionano meglio insieme al lavoro sui rumori, non al posto suo.

4. Microchip e medaglietta

Ogni anno, a Capodanno, molti cani scappano in preda al panico. L’ENPA consiglia di verificare dal veterinario che il microchip si legga bene e di controllare che i tuoi dati all’anagrafe canina siano aggiornati, con il numero di telefono giusto. Aggiungi al collare o alla pettorina una medaglietta con il tuo numero: chi trova il cane può chiamarti subito, senza dover cercare un lettore di microchip.

Il 31 dicembre: cosa fare

Cane con pettorina e medaglietta al collare, seduto accanto alla porta di casa chiusa in un ingresso illuminato da luce calda.
La sera di Capodanno: pettorina ben regolata, medaglietta con il numero di telefono, porte chiuse.
  • Passeggiata con la luce. Portalo fuori nel pomeriggio, quando i botti di solito sono ancora pochi, e fallo sfogare bene. La sera esci solo per i bisogni, vicino a casa.
  • Guinzaglio sempre, anche in giardino. Meglio una pettorina ben regolata da cui non possa sfilarsi, con la medaglietta. Un cane spaventato può scavalcare recinzioni che di solito ignora.
  • Casa a prova di fuga. Porte e cancelli chiusi, e tutti in casa avvisati di non lasciare porte aperte quando arrivano gli ospiti.
  • Chiudi finestre e tapparelle prima che faccia buio, per attutire i rumori e nascondere i lampi.
  • Copri i botti con altri suoni. Televisione, radio, musica tranquilla o un ventilatore acceso aiutano a smorzare i colpi improvvisi.
  • Dagli qualcosa da fare. Un gioco da riempire con il cibo o qualcosa da masticare lo tiene occupato e lo aiuta a calmarsi.
  • Non lasciarlo solo. Se esci per il cenone, organizzati perché qualcuno resti con lui, o portalo con te se il posto è tranquillo.

A casa nostra, a mezzanotte, facciamo proprio così: alziamo il volume della televisione e giochiamo con il nostro Jack Russell, facendo anche un po’ di chiasso, per coprire i botti. L’obiettivo è tenerlo impegnato almeno finché non passa la raffica iniziale, che è la parte più intensa; dopo, di solito, i colpi si diradano. Con lui funziona perché non ha paura, ha solo voglia di abbaiare. Con un cane spaventato meglio un gioco tranquillo o qualcosa da masticare nella sua tana: le urla e l’eccitazione rischiano di agitarlo ancora di più.

Consolarlo va bene

È uno dei miti più duri a morire: “se lo coccoli quando ha paura, gli insegni ad avere paura”. Non è così. Come spiega la veterinaria comportamentalista Melissa Bain, la paura non si rinforza con il conforto. Se il cane viene a cercarti, accarezzalo, parlagli con calma, stagli vicino. L’unica regola è non forzarlo: se preferisce stare nella sua tana, lascialo lì e non tirarlo fuori.

Cosa non fare

  • non sgridarlo e non punirlo se trema, abbaia o sporca: peggiori la paura;
  • non trascinarlo fuori dal nascondiglio;
  • non portarlo a vedere i fuochi o in piazza “per abituarlo”;
  • non lasciarlo in giardino o sul balcone;
  • non lasciarlo chiuso in auto.

Se scappa

Muoviti subito. Chiama la polizia locale e il canile o il servizio veterinario della tua ASL, che spesso sono i primi a ricevere le segnalazioni, e i veterinari della zona. Pubblica una foto recente nei gruppi social del quartiere e del tuo comune, con la zona in cui l’hai perso e il tuo numero. Cerca vicino a casa nelle ore più tranquille, la mattina presto: molti cani spaventati si nascondono a poca distanza e tornano quando il rumore finisce. E lascia fuori dalla porta qualcosa con il tuo odore.

Il giorno dopo

La maggior parte dei cani si riprende in fretta: nello studio sui 1.200 proprietari, tre su quattro erano tornati normali la mattina dopo. Ma alcuni hanno bisogno di giorni, e qualcuno di settimane. Tienilo d’occhio: se è ancora agitato, mangia poco o ha paura di uscire di sera, parlane con il veterinario. Il primo gennaio è anche il momento giusto per segnarti in agenda di ricominciare a lavorarci a ottobre, con calma, per l’anno successivo.

E i divieti dei comuni?

In Italia non c’è un divieto nazionale dei botti, ma molti comuni, ogni anno, emettono ordinanze che li limitano o li vietano durante le feste, anche per tutelare gli animali. Vale la pena controllare cosa ha deciso il tuo comune. Però, come ricorda la stessa ENPA, senza controlli i divieti spesso vengono ignorati: prepara il cane come se i botti ci fossero comunque.

Domande frequenti

Il mio cane non ha paura dei botti: devo fare qualcosa? Sì, ma poco: guinzaglio e medaglietta la sera di Capodanno, porte chiuse, e qualche premio quando senti i primi botti, così continua ad associarli a cose belle. Con un cucciolo è il momento migliore per prevenire.

Esistono rimedi naturali che funzionano? Alcuni prodotti, come i diffusori di feromoni, hanno mostrato qualche beneficio in alcuni cani. Nessuno sostituisce la preparazione e, nei casi seri, l’aiuto del veterinario.

Posso dargli un calmante che ho in casa? No. I farmaci per persone possono essere tossici per il cane, e anche quelli per animali vanno prescritti e provati prima. Chiedi al veterinario.

Fonti: Blackwell E. J., Bradshaw J. W. S., Casey R. A., studio sulla paura dei rumori nei cani, Università di Bristol, 2013 (comunicato); Dogs Trust, Fireworks research; Riemer S., Not a one-way road – severity, progression and prevention of firework fears in dogs; RSPCA, Fireworks frighten animals; Scientific American, Dog Spies, con il parere della veterinaria comportamentalista Melissa Bain; ENPA, consigli per Capodanno riportati da Kodami. Ultima revisione: ottobre 2026.

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